Fotografare la Sardegna/5 - San Salvatore

Sembra un antico villaggio messicano da film. E per qualche in un certo senso lo è stato. Ma San Salvatore di Sinis, frazione di Cabras, è sardissimo.

Di origini precristiane, si sviluppa come è ora nel Medioevo come villaggio dei novenari devoti di San Salvatore, che ogni anno viene celebrato con la processione e la famosa Corsa degli Scalzi.

Negli anni Sessanta e Settanta fu anche set di alcuni film western spaghetti; c'era anche un un saloon multifuzione usato per le riprese ma attivo anni dopo come semplice bar. Era molto suggestivo, ma è stato bruciato. C'erano anche altri arredi scenici permanenti visibili fino agli anni Ottanta, poi bruciati anch'essi.

Ho scelto di fotografarlo nell'ora peggiore del giorno, con il sole alto. Ma faceva tanto Mezzogiorno di fuoco :)

Fotografare la Sardegna/4 - Bosa

Bosa meriterebbe una visita più approfondita rispetto a quella che le ho dedicato. Ma poco basta per essere colpiti dalle sue case colorate e dalla straordinaria disposizione della città sul Temo, l'unico fiume navigabile dell'isola. Dall'altra parte del fiume si trovano le antiche concerie, alcune delle quali ora convertite in eleganti loft.

Fotografare la Sardegna/3 - Altopiano della Giara

Come cavalli veri, solo più piccoli. I Cavallini selvatici della Giara di Gesturi sono gli ultimi cavalli selvatici d'italia, forse d'Europa. Sono circa 600 e si possono trovare appunto solo sul grande altopiano compreso fra i comuni Gesturi, Tuili, Setzu e Genoni.

Fotografarli è abbastanza facile, basta affidarsi alla giusta guida. Io ho scelto il bravissimo Roberto Sanna di www.parcodellagiara.it. Ti porta dal comune di Tuili fin sopra alla Giara con il suo furgone e ti accompagna in una piacevole e poco impegnativa passeggiata di circa 5 km. Meglio scegliere il giro delle 17.

I cavallini si radunano attorno alle pozze d'acqua che il sottosuolo di basalto trattiene dal drenaggio e si dividono in famiglie. Si spaventano abbastanaza facilmente, quindi è bene non avvicinarsi troppo per non disturbarli e per non perdere la possibilità di fotografarli. Osservali è molto interessante: si rincorrono, giocano con l'acqua, a volte litigano, e si rotolano sulla terra per rimuovere i parassiti.

Noi siamo stati molto fortunati e li abbiamo trovati vicino all'uscita del sentiero, ma potrebbero essere più lontani. Quindi se avete un obiettivo più lungo di 200mm potrebbe esservi utile.

Sulla Giara si trovano anche mucche inselvatichite e capre di proprietà. Quest'ultime sono molto curiose.

 

Fotografare la Sardegna/2 - Sale 'e Porcus

Grandi spazi e tanto vento in Sardegna non mancano. Proprio come allo stagno salato temporaneo di Sale 'e Porcus, a Putzu Idu, frazione di San Vero Milis (OR).

Con un po' di fantasia ricorda il grandioso Badwater Basin della Death Vally. Ma non è per questo che ci siamo. Qui è facile trovare, e fotografare, praticanti di wind e kite kart, sport spettacolari e non molto comuni in italia. 

Attenzione però: sono davvero veloci, quindi meglio impostare l'autofocus continuo e scattare a raffica.

Fotografare la Sardegna/1 - Parco Nazionale dell'Asinara

Facile e difficile allo stesso tempo. Uno di quei posti dove ti piacerebbe sempre tornare per riprovarci.

Facile perché l'Asinara è ricca di soggetti naturali e storici unici. Gli asinelli selvatici (quello Sardo grigio e quello albino) sono i re incontrastati dell'isola. Ma si vedono anche tante caprette, cavalli inselvatichiti e numerosi uccelli. I più fortunati (non io) riescono anche a vedere i mufloni. E poi c'è la flora caratteristica come l'Euphorbia e il Fiordaliso spinoso, che cresce solo qui e in poche altre zone. Senza dimenticare ovviamente le meravigliose calette, alcune di queste del tutto interdette al pubblico, come la meravigliosa Cala Sant'Andrea.

Per quanto riguarda la storia, l''isola negli anni è stata sede di diverse carceri (il più famoso è quello di massima sicurezza, ma vi soggiornarono anche prigionieri austriaci della Prima Guerra Mondiale), come colonia penale agricola e come sanatorio per malati contagiosi. All'Asinara sono stati ospitati importanti boss mafiosi e capi brigatisti, ma anche i giudici Falcone e Borsellino, che qui si ritirarono per scrivere gli atti del maxiprocesso.

Fotografare tutto ciò però non è semplice, soprattutto nei mesi estivi. Le imbarcazioni a motore con cui si raggiunge l'isola ripartono prima delle 18, quindi è praticamente impossibile sperare in un tramonto o comunque in una luce più morbida e calda. Mi hanno consigliato di provare con un'imbarcazione a noleggio, ma ci sono molte limitazioni alle possibilità di attracco, o di pernottare nel piccolo e unico ostello dell'isola e muovermi a piedi sul calare del giorno.

Ci riproveremo.

Passeggiata lungo il Ru Courtaud [foto e video]

Qualche settimana fa ho visitato Antagnod Ayas in Val d'Aosta. Il pezzo forte è stata la passeggiata lungo il canale irriguo Ru Courtaud. 

Il sentiero è molto suggestivo, la passeggiata molto facile e la vista bellissima.

Ponte degli Alidosi

Fa quasi impressione. Appare subito dopo l'abitato come un dinosauro fra gli alberi. Il ponte degli Alidosi a Castel del Rio (in Emilia, a pochi chilometri dal confine nord-est con la Toscana) è un soggetto fotografico molto interessante.

Commissionato nel 1499 e costituito da un'arcata unica di 42, il grandioso ponte a schiena d'asino si presta ad essere fotografato da diverse angolature: a distanza di pochi metri è possibile accostarlo a diversi primi piani, fra cui i bei sassi più vicini al fiume e i ciuffi d'erba poco più in là.

Attenzione, il ponte risulta un po' infossato nel letto del Santerno e circondato dalle colline. Quindi se si aspetta troppo la golden hour si rischia di restare al buio.

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This is Bridge of Alidosi in Castel del Rio, a nice little town in Emilia Romagna, very close to the Tuscany border. The bridge is huge - one only-42m arch - and they started to build it in 1499. The river you see is the Santerno.

You can shoot it from many angles, and place different foregrounds, eg rocks and grass from the river.

The bridge is surrounded by the hills, so don't wait too long for the golden hour or you'll run out of light.

 

 

Finalmente Panperduto

Finalmente qualche scatto alle dighe del Panperduto. Da quando è stato ristrutturato l'anno scorso mi ripromettevo di spesso di andarci.

Da questo complesso di dighe sul Ticino - costruito nel 1884 - nascono il Canale Industriale e Il Canale Villoresi.

L'ambiente è molto piacevole, siamo nel pieno del Parco del Ticino, e si presta a grandi passeggiate lungo sentieri ben segnalati o a un semplice giretto. C'è anche un punto ristoro con ostello e centro informazioni. 

Dal punto di vista fotografico, segnalo la diga principale - imponente ma aggraziata al tempo stesso -, tanti riflessi e una ricca fauna locale rappresentata soprattutto da cigni, anatre, altri numerosi uccelli, rane, pesci e tutto ciò che il Parco del Ticino ha da offrire.

Molto bello anche in notturno perché ben illuminato. Sarà per la prossima volta.

Fotografare il Duomo di Firenze dall'alto e da vicino

Qualche settimana fa, grazie a cari amici, ho scoperto un ottimo punto da cui è possibile fotografare il Duomo di Firenze da una posizione molto vantaggiosa: da vicino e dall'alto; ma non troppo, in modo da rispettare il più possibile le proporzioni del monumento.

Dove? La terrazza dell'Hotel Medici di via Medici 6, alla quale è possibile accedere liberamente.

Some weeks ago, thanks to some dear friends of mine, I discovered a vantage point to shoot the Dome of Florence from above and quite close. But not too much, so to hopefully respect the proportions of the monument.

Where? It's the free-access balcony of Hotel Medici, via Medici 6.

22mm  1/125"  f/9  ISO 1000